FLOW
Studi del mare antico
FLOW esamina il mare non come paesaggio, ma come forza. Le immagini rimangono vicine alla superficie, là dove l’acqua incontra un confine e la forma viene continuamente creata e dissolta.
In questa zona ristretta nulla è fisso. La struttura emerge, si sposta e si dissolve sotto pressione. La luce si frammenta, le superfici perdono stabilità e l’orientamento comincia a sfuggire.
Come in FORM, il lavoro si fonda sull’attenzione, sulla luce, sulla struttura e sul rapporto tra gli elementi. Qui il corpo è sostituito da un campo: fluido, instabile e in costante negoziazione con se stesso.
Ciò che appare familiare resiste al riconoscimento. Il mare non è più un luogo, ma una condizione.
Queste opere non sono rappresentazioni dell’acqua, ma incontri con il tempo stesso.
Clayton Talmon de l’Armée